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Milano : Feltrinelli, 2022
Abstract: Violeta nasce in una notte tempestosa del 1920, prima femmina dopo cinque turbolenti maschi. Fin dal principio la sua vita è segnata da avvenimenti straordinari, con l'eco della Grande guerra ancora forte e il virus dell'influenza spagnola che sbarca sulle coste del Cile quasi nel momento esatto della sua nascita. Grazie alla previdenza del padre, la famiglia esce indenne da questa crisi solo per affrontarne un'altra quando la Grande depressione compromette l'elegante stile di vita urbano che Violeta aveva conosciuto fino ad allora. La sua famiglia perde tutto ed è costretta a ritirarsi in una regione remota del paese, selvaggia e bellissima. Lì la ragazza arriva alla maggiore età e conosce il suo primo pretendente... Violeta racconta in queste pagine la sua storia a Camilo in cui ricorda i devastanti tormenti amorosi, i tempi di povertà ma anche di ricchezza, i terribili lutti e le immense gioie. Sullo sfondo delle sue alterne fortune, un paese di cui solo col tempo Violeta impara a decifrare gli sconvolgimenti politici e sociali. Ed è anche grazie a questa consapevolezza che avviene la sua trasformazione con l'impegno nella lotta per i diritti delle donne. Una vita eccezionalmente ricca e lunga un secolo, che si apre e si chiude con una pandemia.
1 novembre 2025 alle 11:59
È una saga familiare che abbraccia un secolo, la lunga vita della protagonista che dà il titolo al libro e che va dal 1920, anno della pandemia di spagnola, ed arriva al 2020, concludendosi con un'altra pandemia, quella di coronavirus. L'autrice Isabel Allende è molto attenta ad inquadrare il periodo storico e ad ambientare in modo scrupoloso le varie vicende, citando spesso eventi del passato e fornendo numerosi accenni alla politica del tempo e al continuo susseguirsi delle forme di governo in Argentina. Il libro è anche un romanzo epistolare, costituito da una lunga lettera che Violeta scrive a Camilo, la cui identità verrà svelata solo dopo molte pagine, attraversando una vita intera di cui la protagonista vuole lasciare testimonianza, narrando in prima persona e senza omettere anche i propri peccati. Lo stile della Allende è molto descrittivo e si dilunga nella presentazione dei vari componenti della famiglia. Ne risulta un ritmo lento e disteso, quasi ad invitare il lettore a lasciarsi cullare dai vari eventi che in modo graduale si inseriscono in una trama molto ampia. L'espediente della lettera fa sì che la mittente anticipi dei fatti futuri, senza però mai svelarli completamente, mettendo delle pulci nelle orecchie del lettore. Diversi i temi affrontati, sempre con delicatezza ed in modo obiettivo: la guerra, l'omosessualità, la droga e la dipendenza, la mafia con i suoi traffici illegali, la violenza domestica e la dipendenza emotiva ed in gran parte anche la lotta femminista contro il patriarcato. Una parentesi è dedicata anche ai desaparecidos, ossia le persone sequestrate, torturate ed uccise, con l'occultamento dei corpi, durante la dittatura militare in Argentina. Un libro sicuramente ben calato nella realtà del tempo ma che, a mio avviso, rende il tutto un po' corale, spegnendo un po' le emozioni ed i sentimenti personali dei vari personaggi. Ho faticato così a trovare la parte più intima della protagonista, nonostante renda partecipe il lettore di tutto ciò che la investe nella sua lunga vita... L'ho trovato comunque un personaggio un po' freddo e distaccato. Complessivamente è stata comunque una lettura interessante.
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