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× Soggetto Sterminio degli Ebrei
× Target di lettura Giovani, età 16-19

Trovati 4 documenti.

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Che cosa c'è da ridere
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Materiale linguistico moderno

Baccomo, Federico

Che cosa c'è da ridere / Federico Baccomo

Milano : Mondadori, 2021

Abstract: Immagina una stanza spoglia, molto ampia e illuminata. In questa stanza, la mattina presto, centinaia di persone sono state radunate per essere spedite lontano, in un altro paese, dove saranno ammazzate. Ora, però, la stanza ha cambiato aspetto. Il terrore ha lasciato il posto a un'atmosfera dolce di attesa, sulle panche uomini e donne chiacchierano tra loro. In questa stessa stanza, c'è anche un giovane prigioniero. È in piedi, al centro del palco, illuminato dai fari. Sa che deve concentrarsi soltanto sull'unica possibilità di salvezza che gli rimane. Fare ridere il comandante. Fare ridere il lupo seduto proprio lì, di fronte a lui, fare ridere il suo nemico. Quel giovane uomo si chiama Erich Adelman. E questa è la sua storia, quella di un ragazzino ebreo nella Berlino degli anni Trenta che cresce in una casa dove non si ride mai. Erich desidera solo due cose: l'amore di Anita, la ballerina ritratta sulla cartolina donatagli da un uomo senza gambe incontrato per strada, e diventare un grande comico, calcando il palco dei migliori cabaret della Germania. Sogni, i suoi, che proprio nel momento in cui sembrano potersi realizzare, si scontrano con la più abominevole delle realtà, la tragedia della Shoah. In questo romanzo Federico Baccomo riesce a tenere assieme comicità e tragedia, che si riflettono l'una nell'altra e a vicenda si illuminano e si potenziano. Grazie anche a un grande lavoro di documentazione, ci regala una toccante storia di formazione ispirata a quella dei tanti ossuti e stremati Erich che sfidarono il nazismo opponendo l'arte e l'intelligenza alla grettezza, all'ottusità e alla violenza, per continuare a sentirsi, nonostante tutto, esseri umani.

Non restare indietro
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Materiale linguistico moderno

Greppi, Carlo

Non restare indietro / Carlo Greppi

Milano : Feltrinelli, 2017

Up Feltrinelli

Abstract: Quel lunedì di gennaio in cui Francesco, protetto solo dal cappuccio della sua felpa, sale le scale a falcate di tre gradini e si infila appena in tempo nella III C della Scuola Nuova, non è un giorno come un altro. I suoi, senza neanche dirglielo, l'hanno iscritto a un viaggio. E non a uno qualunque, ma a un viaggio "per non dimenticare" in Polonia, ad Auschwitz. Ce la farà, ad affrontarlo? Cosa penseranno di lui i compagni di calcio e quelli della Vecchia Scuola? Cosa dirà Kappa, il suo migliore amico che si fa chiamare così - K. - perché è il tag con cui sta tappezzando i muri del quartiere? Tra grida di rabbia e momenti di spaesamento, tra partite di calcio e sere passate sulle panchine, tra domande sul senso della storia e altre sul senso della vita, Francesco dovrà entrare in contatto con le proprie emozioni e con quelle degli altri, e fare i conti con il suo dolore. Guardando nel buio più profondo del passato, questi ragazzi cercheranno un modo per immaginarsi grandi, insieme proveranno a capire e affrontare la Storia. Quella con la maiuscola, e quella che viviamo tutti i giorni: perché bisogna stare attenti se si vuole pensare al futuro - a non restare indietro. Età di lettura: da 13 anni.

Non restare indietro
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Materiale linguistico moderno

Greppi, Carlo

Non restare indietro / Carlo Greppi

Milano : Feltrinelli, 2016

Abstract: Quel lunedì di gennaio in cui Francesco, protetto solo dal cappuccio della sua felpa, sale le scale a falcate di tre gradini e si infila appena in tempo nella III C della Scuola Nuova, non è un giorno come un altro. I suoi, senza neanche dirglielo, l'hanno iscritto a un viaggio. E non a uno qualunque, ma a un viaggio "per non dimenticare" in Polonia, ad Auschwitz. Ce la farà, ad affrontarlo? Cosa penseranno di lui i compagni di calcio e quelli della Vecchia Scuola? Cosa dirà Kappa, il suo migliore amico che si fa chiamare così - K. - perché è il tag con cui sta tappezzando i muri del quartiere? Tra grida di rabbia e momenti di spaesamento, tra partite di calcio e sere passate sulle panchine, tra domande sul senso della storia e altre sul senso della vita, Francesco dovrà entrare in contatto con le proprie emozioni e con quelle degli altri, e fare i conti con il suo dolore. Guardando nel buio più profondo del passato, questi ragazzi cercheranno un modo per immaginarsi grandi, insieme proveranno a capire e affrontare la Storia. Quella con la maiuscola, e quella che viviamo tutti i giorni: perché bisogna stare attenti se si vuole pensare al futuro - a non restare indietro. Età di lettura: da 13 anni.

Il cuore coraggioso di Irena
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Materiale linguistico moderno

Palumbo, Daniela

Il cuore coraggioso di Irena / Daniela Palumbo

Milano : Mondadori Electa, 2016

Abstract: Varsavia. oggi. Teodor sogna di fare lo street artist ma ha un rapporto difficile con suo padre che non condivide le sue aspirazioni artistiche. Neppure con II nonno Jakub, che da qualche tempo vive In casa con loro, i rapporti sono semplici: il vecchio è silenzioso, a tratti scorbutico. con quel barattolo che si porta sempre appresso quasi fosse un prezioso cimelio. Un giorno il nonno sparisce e il nipote lo ritrova ore dopo seduto con aria assente davanti al memoriale dei deportati. Vicino a un tombino. È allora che nonno Jakub decide di svelare quella vecchia storia. Una storia di intolleranza che sfocia nella bestialità delle deportazioni naziste. Ma anche una storia di coraggio: quello di Irena Sendler. l'assistente sociale che salvò migliaia di bambini ebrei dal ghetto di Varsavia. Cambio di scenario: siamo ne 1943. Irena Sendler lavora per I servizi sociali della città. Può entrare e uscire liberamente dal ghetto per vaccinare gli ebrei dal tifo: i nazisti temono che la malattia si diffonda oltre le mura. Irena, Invece, aiuta a fuggire i bambini che stanno per essere deportati. Procura loro documenti falsi, e li nasconde nelle istituzioni religiose polacche e In quelle famiglie che si oppongono alla crudeltà nazista. I bambini sono fatti scappare attraverso le fogne, nascosti In furgoni, tra i rifiuti, talvolta fingendosi morti di tifo. Irena ne salva così più di 2500. È questo II segreto di nonno Jakub. Lui e stato uno di quei bambini ebrei salvati da Irena.