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Trovati 3 documenti.

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Linea di fuoco
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Materiale linguistico moderno

Pérez-Reverte, Arturo

Linea di fuoco / Arturo Pérez-Reverte ; traduzione di Bruno Arpaia

Milano : Rizzoli, 2023

Abstract: È la notte tra il 24 e il 25 luglio 1938 e sta per cominciare la battaglia dell’Ebro, la più sanguinosa mai combattuta in terra spagnola. L’XI Brigata Mista dell’esercito repubblicano attraversa il fiume per stabilire una testa di ponte a Castellets del Segre; nei pressi del paese, mezzo battaglione di fanteria, un tabor marocchino e una compagnia della Legione Straniera difendono la zona. Sono uomini e donne, in larga parte giovanissimi, che per fare i soldati hanno messo in pausa la vita. Come Patricia Monzón, addetta al reparto trasmissioni, che tra una spola e l’altra per sistemare telefoni incontra una carezza d’amore; come Ginés Gorguel, falegname di Albacete, che si rolla una sigaretta e intanto medita di passare al nemico; come il sottotenente Santiago Pardeiro Tojo, vent’anni appena, ex studente di Ingegneria Navale, che prima della sparatoria fa l’occhiolino ai suoi uomini per mascherare la paura. Combinando finzione e dati storici, Arturo Pérez-Reverte ci porta tra i valorosi che affrontarono quei giorni: un unico, ininterrotto movimento di camera tra i due fronti che di volta in volta inquadra smarrimenti e sorrisi, obbedienze e ostinazioni ideologiche, l’odore immobile della morte e addirittura il miracolo di una vita che viene al mondo. Linea di fuoco è un’apnea, una discesa ripida nello squallore monotono dei fucili ricaricati a ritmo continuo, affidata a un coro di voci indimenticabili, quelle dei nonni e delle nonne, dei padri e delle madri che hanno fatto la storia della Spagna odierna.

L'ultima carta è la morte
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Materiale linguistico moderno

Pérez-Reverte, Arturo

L'ultima carta è la morte / Arturo Pérez-Reverte ; traduzione di Bruno Arpaia

Milano : Rizzoli, 2021

Abstract: Marzo 1937. Nel pieno della Guerra civile spagnola, soltanto informatori e sicari sembrano trovarsi a loro agio. In questo clima torna Lorenzo Falcó, la spia che si muove "come uno scorpione": donnaiolo, ex trafficante d'armi, eterna sigaretta fra le labbra, cravatta di seta, l'immancabile Browning nella fondina e un sorriso tra i più insolenti. È stato inviato a Tangeri dalle alte sfere franchiste per impossessarsi di un mercantile repubblicano carico d'oro che vaga da mesi per il Mediterraneo. Pochi giorni per abbozzare un piano, valutare il grado di pericolosità dei suoi interlocutori: uomini, tutti, pronti a misurarsi con una situazione ad alto rischio. E una donna, che Falcó conosce molto bene: una maestra del gioco sporco, di una freddezza sovietica, la sola a fargli davvero paura. Dopo "Il codice dello scorpione" Arturo Pérez-Reverte si cala in uno dei momenti più bui della storia europea del secolo scorso. E ci consegna il noir di un maestro, con un protagonista irriguardoso verso ogni morale e, come tutti noi, disperatamente attaccato a ciò che ama nella vita.

L'ultima carta è la morte
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Materiale linguistico moderno

Pérez-Reverte, Arturo

L'ultima carta è la morte / Arturo Pérez-Reverte ; traduzione di Bruno Arpaia

Milano : Rizzoli, 2018

Abstract: Nome: Lorenzo Falcó. Età: 37 anni. Professione: donnaiolo, ex trafficante d'armi, ora spia franchista nel pieno della Guerra civile spagnola. Segni particolari: eterna sigaretta fra le labbra, cravatta di seta, l'immancabile Browning nella fondina legata alla cintura, un sorriso tra i più insolenti. Nel mese di marzo del 1937 la sua nuova missione lo porta a Tangeri, per spingere alla resa il capitano di un mercantile repubblicano che imbarca un carico d'oro di proprietà del Banco de España. Pochi giorni per guardarsi intorno, abbozzare un piano, valutare il grado di pericolosità dei suoi tanti interlocutori: uomini, tutti, pronti a misurarsi con l'azzardo di una situazione ad alto rischio, chi per opportunismo, chi per idealismo, chi per banale avidità o semplicemente per obbedire a un ordine. E una donna, che Falcó conosce molto bene, un'indiscutibile maestra del gioco sporco, di una freddezza così sovietica, quasi inumana. La sola, in realtà, a fargli paura veramente.