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Come guarire dalle pene d'amore
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Materiale linguistico moderno

Ovidius Naso, Publius

Come guarire dalle pene d'amore / Publio Ovidio Nasone ; a cura di Cristina Dell'Acqua ; traduzione di Roberta Sevieri

Macerata : ROI, 2025

Abstract: "Io invece ho sempre amato e, se mi chiedi che cosa faccio anche adesso, io amo." I "Remedia amoris (Come guarire dalle pene d’amore)" sono una tra le opere meno esplorate di Ovidio. Eppure bellissima. Un dialogo tra il poeta e Cupido, il dio dell’amore. Un’occasione per riflettere sul perché la vita amorosa, con tutte le sue regole, le sue convenzioni e i suoi effetti collaterali, sia così complicata e talvolta anche dolorosa. In un mondo in cui tutti ci prendiamo terribilmente sul serio, Ovidio può insegnarci ad avere sull’amore uno sguardo più disincantato e giocoso, non frivolo o superficiale, ma semplicemente più lucido.

Opere erotiche
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Materiale linguistico moderno

Ovidius Naso, Publius

Opere erotiche / Publio Nasone Ovidio ; a cura di Adriana Della Casa

Novara : UTET, 2023

Abstract: «Brucio di passione e nell'animo, rimasto senza altri sentimenti, regna solo l'Amore.» Così Ovidio inizia a cantare negli Amores, destreggiandosi con i suoi precetti tra fedeltà, gelosia, frivolezza e volubilità, e lo fa con una tale leggerezza e maestria da rivoluzionare l'esperienza stessa dell'amore: nessun pathos e nessuno struggimento, amare è un passatempo in cui perdersi con distacco e ironia, con eleganza e malizia. Sempre sotto l'egida di Cupido, torna poi al tempo del mito, accarezzando con i versi delle Heroides le spine degli amori imperfetti e impartendo una lezione: l'amore devoto, soffocato dalla possessività e dalla nostalgia, è destinato ad appassire nell'infelicità di chi ama ciecamente. Per fuggire a questa sorte serve dunque padroneggiare l'Ars amatoria, un armamentario di regole, un vero e proprio catechismo del corteggiamento: dai luoghi più appartati di Roma all'abbigliamento più adatto all'occasione, Ovidio si fa maestro dei numerosi aspetti da considerare per padroneggiare quest'arte. E se nell'ispirato prontuario non si dimentica di istruire le giovani amanti su come sedurre e ammaliare a loro volta, a loro sono dedicate anche le ricette dei Medicamina faciei, in cui il poeta le invita a esplorare l'arte della cosmesi. Infine, per tutti coloro che, pur avendo seguito i precetti, non sono stati corrisposti, i Remedia amoris costituiscono la cura efficace al mal d'amore, così da spezzare le ferree catene di Cupido.

Metamorfosi
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Materiale linguistico moderno

Ovidius Naso, Publius

Metamorfosi / Ovidio ; saggio introduttivo a cura di Alessio Ruta ; nuova traduzione e note a cura di Francesco Fantuzzi

Ed. integrale

Santarcangelo di Romagna : RL, 2022

Abstract: Nonostante Quintiliano inst. 10,1,88 annoveri Ovidio tra gli autori del canone epico, insieme ad Omero, Virgilio ed Ennio, le Metamorfosi - poema in esametri che narra la straordinaria trasformazione dei corpi a partire dalla prima origo mundi - non possono considerarsi un vero e proprio poema epico, perché coniugano elementi della poetica callimachea e anti-callimachea, storia universale ed eziologia, armonizzandoli con forme e motivi della tragedia e soprattutto dell'elegia. Dai poeti alessandrini Ovidio riprende la sperimentazione di forme di poesia catalogica, la concezione del mito come favola dotta, ma non c'è opera di epoca alessandrina a noi nota che possa essere comparata ai quindici libri delle Metamorfosi ovidiane né per estensione, né per la cura nella descrizione del processo della metamorfosi, con gli stravaganti orditi di foglie e capelli o con i giochi di parole utili a identificare le vene del corpo con quelle della pietra. Nella lunga serie di sequenze narrative intrecciate attraverso la tecnica dell'epillio si coglie l'unità di concezione nello sviluppo del tema metamorfico, che fa emergere la labilità del confine tra passato e presente, l'ambiguo rapporto tra umano e divino, la combinazione di realismo ed artificio letterario. Introduzione di Alessio Ruta.

Le metamorfosi
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Materiale linguistico moderno

Ovidius Naso, Publius

Le metamorfosi / Publio Ovidio Nasone ; traduzione e introduzione di Guido Paduano ; commento di Luigi Galasso ; apparato iconografico a cura di Luca Bianco

Torino : Einaudi, 2022

Abstract: Nell'incipit delle Metamorfosi Ovidio dichiara con lucida concisione l'argomento del poema: «L'animo mi spinge a cantare le forme mutate in nuovi corpi...» Subito dopo, nel corso dello stesso v. 2, si saggia lo spettro semantico di mutare. Invocando l'ispirazione divina sui suoi progetti (coeptis) il poeta insinua, con un rapido slittamento metalinguistico («avete mutato anche quelli»), che di origine divina sia anche il mutamento della propria attività e della propria carriera poetica. Sarà bene ricordarsi di questo lampo polisemico, quando nel libro XV si approssima il termine del carmen perpetuum, che dai primordi del caos giunge fino all'impero di Augusto, e proprio la categoria del mutamento è collocata al centro del discorso di Pitagora, che ne fa il puntello di due forti posizioni ideologiche, tra loro collegate: la metempsicosi, o rinascita dell'anima dopo la morte novis domibus (XV, 159), cioè in un nuovo corpo, proprio come recitava l'incipit, e il vegetarianismo, misura prudenziale contro il rischio che il nuovo corpo sia quello di un animale. Ma nel potente respiro di un linguaggio indebitato con Lucrezio, ancorché divergente per molti contenuti, il principio che omnia mutantur (XV, 165) si allarga alla struttura globale dell'universo: nel tempo, inarrestabile come un fiume, cuncta novantur (XV, 185), a cominciare dall'alternanza tra notte e giorno e tra sole e luna e dalla successione delle stagioni, per poi proseguire con le epoche della vita umana, nel suo processo di sviluppo e successivo declino. (...) Non sembra ragionevole dubitare che il discorso di Pitagora costituisca nel suo insieme l'attribuzione di un senso unitario all'insieme delle metamorfosi della persona in animale, vegetale o minerale, che sono oggetto del discorso poetico, inquadrandole nel genere prossimo del mutamento; quello che manca è invece il riferimento alla differenza specifica, consistente nel fatto che, mentre il sistema descritto da Pitagora è governato da un ritmo fisiologico (o a questo assimilabile), che consente di trarre conseguenze certe da premesse dotate di valore complessivo, la trasformazione che i personaggi di Ovidio subiscono rappresenta una rottura, un evento inatteso e saliente rispetto a vicende di vita ordinaria, che viene spesso veicolato dal ricorrere della parola mirum, «che suscita meraviglia». Ciò potrebbe far pensare al profilo del poema come un insieme di situazioni polarizzate fra un linguaggio neutro, connettivo, interlocutorio o al massimo preparatorio, e un'esplosione di senso, o forse di nonsenso, un profilo piatto intercalato da punte che si ripresentano a intervalli non regolari. Quello che abbiamo di fronte nell'affascinante lettura è qualcosa di molto diverso, che fa onore alla definizione di carmen perpetuum: un'unità insieme fusa e fluida che fa appena avvertire le giunture episodiche, che scavalca con macro-enjambement la stessa partizione in libri, che esplora il gusto inesauribile del narrare in tutte le sue pieghe, comprese quelle ritagliate nelle scatole cinesi del racconto nel racconto. Credo che questo risultato discenda soprattutto dalla riduzione, o traduzione, della metamorfosi da alterità assoluta a un rapporto di mutua comprensibilità e comunicazione col quotidiano. (dall'Introduzione di Guido Paduano).

L' arte di amare
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Materiale linguistico moderno

Ovidius Naso, Publius

L' arte di amare ; Cosmesi del volto femminile ; Rimedi contro l'amore / Ovidio ; a cura di Stella Sacchini

Milano : Feltrinelli, 2023

Abstract: “Se fra il popolo qualcuno non conosce l’arte di amare, saggio diventi leggendo i miei versi, e ami così.” Una vera e propria didattica erotica. A questo sono consacrate le opere qui raccolte – l’Ars amatoria, il poemetto incompleto sui cosmetici femminili Medicamina faciei femineae e i Remedia amoris. Esse rappresentano anche, in un certo senso, un atto di ribellione nei confronti della politica augustea: in pieno contrasto con lo slancio moralizzatore e austero di Augusto, infatti, Ovidio si abbandona a un’indagine ardente e giocosa dell’erotico. Per l’imperatore l’amore era quello coniugale, che nulla aveva a che fare con la passione e molto con gli interessi economici o politici. L’amore cantato da Ovidio è invece un gioco che allieta la vita, e un’arte da apprendere con meticolosa dedizione. Il poeta si fa carico di insegnarla: suggerisce ai suoi allievi e alle sue allieve strategie e tattiche per ottenere il successo, che consiste nella soddisfazione del desiderio, scevra di complicazioni sentimentali. Con questo trittico di opere Ovidio assurse a nuova fama, fino a diventare il beniamino della società raffinata di Roma. Un trionfo che però lo avrebbe reso inviso all’imperatore e sarebbe stato causa della sua successiva caduta in disgrazia e della condanna al confino.

Narciso
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Materiale linguistico moderno

Macrì, Sonia

Narciso : la passione dello sguardo : variazioni sul mito / Ovidio ... [et. al.] ; a cura di Sonia Macrì

Venezia : Marsilio, 2020

Abstract: Proteso verso la superficie di una fonte, alla quale si era recato per dissetarsi, un ragazzo scorge un volto bellissimo e perdutamente se ne innamora. Il suo nome è Narciso e quel volto altro non è che l'inconsistente riflesso della sua stessa faccia. Questa è la variante più celebre del mito, consegnata alla cultura europea dal poeta latino Ovidio, ma non è l'unica a raccontare la passione impossibile di Narciso. Sono innumerevoli le variazioni con cui il mito si è ripresentato nel corso dei secoli. I racconti della tradizione letteraria greca ruotano intorno al tema del potere che lo sguardo, le superfici rispecchianti e i doppi del reale possono sprigionare. La favola di La Fontaine è quella che più di ogni altra immortala il "narciso" per antonomasia e che restituisce, al contempo, una diversa declinazione del motivo dello specchio. La voce dei poeti simbolisti (Valéry, Rilke) celebra Narciso come figura rappresentativa dell'arte poetica e delle tensioni che si instaurano tra l'io e il canto. Miraggi, ombre e raddoppiamenti popolano, invece, i versi dei poeti del Novecento, presso i quali il mito di Narciso - convocato dichiaratamente (Williams, Lorca, Ritsos, Pasolini) o solo implicitamente (Borges, Walcott) - più che mai rivela la capacità di rigenerarsi in forme sempre nuove.

L' arte di amare
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Materiale linguistico moderno

Ovidius Naso, Publius

L' arte di amare / Ovidio ; a cura di Emilio Pianezzola ; commento di Gianluigi Baldo, Lucio Cristante, Emilio Pianezzola

Milano : Mondadori, 2020

Abstract: Figlio di una capitale immensa, colta e corrotta, Ovidio ci appare come il poeta latino più moderno ed elegante, il più congeniale ai nostri tempi alessandrini. L'arte di amare è, forse, il suo libro più irresistibile. Fin dai primi versi, Ovidio ci informa che l'amore non è una passione tragica né un destino: è un gioco psicologico, un'attrazione erotica, un ricamo dell'intelligenza, un continuo inganno. Il suo libro vuole trasformarlo in un'arte e in una tecnica, come quelle del cacciatore, del mercante e del marinaio; anche se, alla fine, quella di amare si rivela la più impossibile delle arti, e l'unico consiglio che Ovidio può darci è di conservare l'animo flessibilissimo e proteiforme, adattandoci alla molteplicità del mondo umano.

La voce del mito
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Ovidius Naso, Publius

La voce del mito / Ovidio ; testi e traduzioni Nicola Pice ; prefazione Giovanni Cipriani

Bari : Quorum, 2019

Abstract: Questo libro intende far cogliere la briosa fabulazione di Ovidio, il suo universo poetico fatto di luci, di colori, di forme in movimento, la sua concretezza nell'esprimere quel che di vero è dentro ciascuno di noi. Sono riportati in traduzione alcuni miti tratti dalle "Metamorfosi", il più grande compendio della mitologia classica che l'antichità ci ha tramandato, un'opera a volte definita "il grande poema delle passioni e delle meraviglie", a volte interpretata come "storia mitologica universale narrata dal punto di vista del cambiamento", a volte classificata come "epica dello spirito umano". A raccontare in una sorta di narrazione frammentaria il materiale fantastico è lo stesso Ovidio, costretto a vivere in esilio sotto un cielo bizzarro e livido, ormai vittima dell'eterno scontro tra cultura e potere. Non sono futili i racconti che egli narra: in fondo ci racconta come siamo, col carico delle nostre ansie e delle nostre inquietudini, delle nostre attese e delle nostre speranze. Il mito si pone come rinascita, come riscoperta di sé, come riappropriazione di una identità perduta o smarrita. Prefazione di Giovanni Cipriani.

Le metamorfosi
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Materiale linguistico moderno

Ovidius Naso, Publius

Le metamorfosi / Ovidio ; presentate da Serafino Balduzzi

Milano : Luni, 2018

Grandi pensatori d'Oriente e d'Occidente ; 67

Le metamorfosi
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Materiale linguistico moderno

Ovidius Naso, Publius

Le metamorfosi / Publio Ovidio Nasone ; introduzione di Gianpiero Rosati ; traduzione di Giovanna Faranda Villa ; note di Rossella Corti

Milano : BUR, 2016

Metamorfosi
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Materiale linguistico moderno

Ovidius Naso, Publius

Metamorfosi / Publio Ovidio Nasone ; a cura di Piero Bernardini Marzolla ; con un saggio di Italo Calvino

Einaudi, 2015

Abstract: "La contiguità tra dèi ed esseri umani è uno dei temi dominanti delle Metamorfosi, ma non è che un caso particolare della continuità tra tutte le figure e forme dell'esistente, antropomorfe o meno. Fauna, flora, regno minerale, firmamento inglobano nella loro comune sostanza ciò che usiamo considerare umano come insieme di qualità corporee e psicologiche e morali [...] le Metamorfosi vogliono rappresentare l'insieme del raccontabile tramandato dalla letteratura con tutta la forza d'immagini e di significati che esso convoglia, senza decidere - secondo l'ambiguità propriamente mitica tra le chiavi di lettura possibili." (Italo Calvino)

L'arte di amare
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Ovidius Naso, Publius

L'arte di amare ; Come curar l'amore ; L'arte del trucco / Publio Ovidio Nasone ; cura e traduzione di Cesare Vivaldi

Roma : Newton Compton, 2015

Abstract: Il far bene l'amore, il saper sedurre, conquistare e poi trattenere a sé la persona desiderata è per Ovidio un'arte vera e propria, al pari di quella oratoria o di quella militare. Autentico breviario della raffinatezza e della frivolezza di una società gaudente e mondana, giunta ormai all'apice della sua potenza, i tre poemetti proposti nel volume sono un esempio di erotismo elegante, un repertorio di casistica amorosa, un catechismo del corteggiamento e dell'atto amatorio che, insegna Ovidio, con sapiente indugiare e repentino affrettarsi deve compiersi con la totale soddisfazione di entrambi i partner. Il genio di Ovidio si rivela in una serie vivacissima e colorata di scene maliziose e brillanti, inno a una giovinezza che sta fuggendo, tra teneri sussurri, grida e dolcezze.

6: Libri 13.-15.
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Materiale linguistico moderno

Ovidius Naso, Publius

6: Libri 13.-15. / Ovidio ; a cura di Philip Hardie ; testo critico basato sull'edizione oxoniense di Richard Tarrant ; traduzione di Gioachino Chiarini

Abstract: Le Metamorfosi sono uno dei libri più fortunati dell’antichità classica, la summa del mito antico, ma anche delle passioni e dell’infelicità che dominano da sempre il mondo. Tutto, secondo Ovidio, muta: il cosmo, gli dèi, i corpi degli uomini e delle donne. Nelle Metamorfosi, le storie di animali che divengono pietre, di eroi e ninfe mutati in stelle, di numi che s’incarnano, nascono l’una dall’altra, si intrecciano, riaffiorano in sequenza velocissima e cangiante. Negli ultimi tre libri le vicende già trattate da Iliade, Odissea ed Eneide sembrano dominare, con una diversa prospettiva e sovrabbondanza di pathos, la materia del poema, connettendosi a miti locali e meno noti. Nella straordinaria chiusa dell’opera, la voce stessa del poeta affida ai posteri il suo capolavoro: “Ho ormai compiuto un’opera, che non potranno cancellare né l’ira di Giove, né il fuoco, né il ferro, né il tempo divoratore… il mio nome resterà: indelebile. E dovunque … sarò letto dalla gente, e per tutti i secoli, grazie alla fama, se c’è qualcosa di vero nelle profezie dei poeti, io vivrò

L' arte di amare
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Materiale linguistico moderno

Ovidius Naso, Publius

L' arte di amare / Ovidio ; a cura di Emilio Pianezzola ; commento di Gianluigi Baldo, Lucio Cristante, Emilio Pianezzola

Milano : Mondadori, 2015

Scrittori greci e latini. Paperback

Abstract: Ovidio sembra il poeta più congeniale ai nostri tempi alessandrini. "L'arte di amare" è, forse, il suo libro più irresistibile. Fin dai primi versi, Ovidio ci informa che non conosce l'ispirazione divina; e che l'amore non è una passione tragica né un destino. L'amore è un gioco psicologico, un'attrazione erotica, un ricamo dell'intelligenza, un continuo inganno. Il suo libro vuole trasformarlo in un'arte e in una tecnica, come quelle del cacciatore, del mercante e del marinaio (sebbene, poi, quella di amare sia la più impossibile delle arti, perché l'unico consiglio che Ovidio può darci è di conservare l'animo flessibilissimo e proteiforme, adattandoci alla molteplicità del mondo umano). Nessun poeta, nemmeno gli eleganti poeti della "decadenza" francese e inglese, è più moderno di Ovidio, figlio di una capitale immensa, colta e corrotta. Quale capolavoro è questo finto-vero poema didascalico. Quale mescolanza di intelligenza, ironia, irriverenza, oscenità, eleganza preziosa, senso del particolare e del colore, sapienza costruttiva.

I rimedi dell'amore
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Ovidius Naso, Publius

I rimedi dell'amore : con le massime consolanti sull'amore di Charles Baudelaire / Publio Ovidio Nasone

Novara : Utet, 2014

Abstract: "Io ho amato in continuazione e, se mi chiedi che cosa faccio ancora oggi, ardo d'amore." Difficile immaginare una dichiarazione di intenti, esistenziali e poetici, più affascinante di questi pochi versi posti da Publio Ovidio Nasone all'inizio dei suoi "Remedia amoris" poemetto in distici elegiaci pensato come contraltare e antidoto agli insegnamenti proposti nell'"Ars amatoria", il suo celeberrimo manuale d'amore. Se con l'"Ars amatoria", l'opera che nell'8 d.C. costo? a Ovidio l'esilio in una piccola e inospitale località sul mar Nero (per decreto dell'imperatore Augusto che non ne apprezzo? i contenuti licenziosi), il poeta aveva insegnato, per l'appunto, l'arte di amare, con i Remedia vuole offrire una medicina efficace per chi abbia subito gli effetti collaterali della sua stessa lezione d'amore. I rimedi sono di ogni genere e senza tempo: lunghi viaggi, svaghi e distrazioni (comprese le altre donne), i soggiorni rinvigorenti in campagna ma anche il super-lavoro, fino ad arrivare alla classica lista dei difetti dell'amata crudele, al vino lenitivo (ma solo in quantità smodate, per evitare rischiose malinconie) e a molti altri trucchi per guarire dalle ferite d'amore. Infine, il consiglio più importante di tutti: non prestare mai fede ad artisti e poeti... Neppure allo stesso Ovidio, tantomeno all'arguto e poetico autore della "Scelta di massime consolanti sull'amore" in appendice raccolta: Charles Baudelaire. Con e-book scaricabile fino al 31-12-2014.

Le Metamorfosi
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Ovidius Naso, Publius

Le Metamorfosi / di Ovidio ; [traduzione] Vittorio Sermonti

Milano : Rizzoli, 2014

Abstract: Che cos'hanno da dire all'uomo del ventunesimo secolo le storie di Narciso che si consuma nell'amore di sé, di Aracne ragnificata per la propria superbia, di Dafne trasformata in alloro per sottrarsi alle brame di Apollo, di Mirra innamorata di suo padre e Bìblide di suo fratello, di Progne e di Medea che, assetate di vendetta, si fanno assassine dei propri figli? Perché dovrebbero interessargli due alluvioni universali, una trentina di stupri e quasi altrettanti stupri mancati, più di un caso di transessualità, tre incesti e due tentati incesti, circa sedici fiumi innamorati, quattro isole e otto cani che cominciano con la lettera 'L'... per non dire delle centinaia di alberificazioni, uccellificazioni, pietrificazioni, stellificazioni che si tamponano, si abbinano, si contaminano, si mescolano, si inquinano senza pudore nelle Metamorfosi di Ovidio? Per rispondersi, l'uomo del ventunesimo secolo farà bene a sgranare gli occhi su questo libro e affacciarsi su una incredibile raffica di mutazioni, scandite da scarti di timbro, aritmie, modulazioni, tracciate talora da un'ironia micidiale, sull'orlo talora del gossip; dove però ad ogni passo può spalancarsi il crepaccio della tragedia. Se saprà riconoscersi nel delicato nonsenso di essere sempre chi è diventando continuamente un altro, e nel suo segreto bisogno di incantesimi e di mostri, si potrà permettere la libertà di perdersi fra gli esametri di questo libro, lasciandosi accompagnare dalla traduzione di Vittorio Sermonti.

L'arte di amare
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Ovidius Naso, Publius

L'arte di amare / Ovidio ; cura e traduzione di Cesare Vivaldi

Ed. integrale

Roma : Newton Compton, 2014

5: Libri 10.-12.
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Ovidius Naso, Publius

5: Libri 10.-12. / Ovidio ; a cura Joseph D. Reed ; testo critico basato sull'edizione oxoniense di Richard Tarrant ; traduzione di Gioachino Chiarini

Abstract: Siamo, nella narrazione sinuosa di Ovidio, alla generazione immediatamente precedente quella della guerra di Troia. Dominati dal canto di Orfeo che ha perso Euridice, i Libri X-XII raccontano alcune tra le storie più belle di tutta l'opera, nella quale si fondono ora epica e storia mitica del mondo. E Orfeo stesso che si presenta agli Inferi reclamando la sposa uccisa dal morso di un serpente e che poi la perde per essersi voltato a guardarla mentre la conduce fuori dall'Averno. Fugge allora in luoghi remoti consolandosi col canto e narrando la storia di Ganimede. Da questa nasce quella di Giacinto, e poi quella di Pigmalione, che a sua volta fa emergere quella di Venere e Adone. E quando Orfeo viene fatto a pezzi dalle Baccanti, subito viene evocato Mida, e poi Esione, e quindi Peleo e Teti, i genitori di Achille. Allora prende il via la fondazione di Troia, e il racconto dell'immane guerra. In mezzo, ecco però la storia delicata e dolente di Ceice e Alcione: dell'uomo che, per consultare l'oracolo, s'imbarca, incontra una furibonda tempesta, annega; e della sposa che - avvisata da Morfeo nelle vesti del marito - vuole raggiungere il corpo di lui nel mare e si getta saltando dal molo.

Metamorfosi
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Ovidius Naso, Publius

Metamorfosi / Publio Ovidio Nasone ; a cura di Nino Scivoletto

Novara : UTET, 2013

Abstract: Con grazia, maestria e immaginazione fervente lo scultore Pigmalione, scontento della realtà imperfetta che lo circonda, plasma una donna tanto bella da prendere vita. Con gesto simile Publio Ovidio Nasone, poco prima d'essere costretto all'esilio, nei primi anni dell'era cristiana, scrive un poema di oltre dodicimila versi, in cui rielabora centinaia di miti, favole delicate e drammatici intrecci: storie inverosimili ma più vere del vero. È così che, nell'universo imprevedibile raccontato dal poeta, le pietre di Deucalione e Pirra si trasformano in uomini, fanciulle e semidei mutano, a volte, in minerali e uccelli, l'invidia di una dea determina la sorte dell'abile Aracne, la gelosia di Giunone prende corpo in una punizione esemplare. E ancora, i vascelli di Enea assumono la forma di ninfe marine. La statua di Pigmalione si anima al calore delle sue carezze. Il leggiadro Narciso si strugge d'amore per se stesso, fino a consumarsi e divenire un fiore. Eroi e sovrani, divinità e mostri inquietanti - ma anche esuli, combattenti e umile gente - sono i protagonisti dei quindici libri che compongono le Metamorfosi, opera dal respiro universale che spazia dall'origine del mondo agli anni mutevoli e lacerati della Roma imperiale. Tra dèi furiosi e innamorati, eroine appassionate, aiutanti magici e comprimari ignari, Ovidio mette in scena uno spettacolo grandioso e cangiante come la vita: a volte comico, a volte tragico, invariabilmente umano.

L'arte di amare
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Materiale linguistico moderno

Ovidius Naso, Publius

L'arte di amare / Ovidio ; traduzione e note di Ettore Barelli ; prefazione di Eva Cantarella

Milano : BUR : Corriere della sera, 2012