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Trovati 26 documenti.
L'albero della libertà / William Wall ; traduzione di Stefano Tettamanti/Grandi&Associati
Sansepolcro : Aboca, 2025
Abstract: Irlanda del Sud, 1969. Due fratelli, Liam Óg e Seán, vivono in un piccolo villaggio costiero. La loro infanzia è caratterizzata dalla libertà, dall’amore per la natura e dalle avventure sulla spiaggia di Cannavee, dove scoprono un grande albero trasportato dalle maree, che diventa il fulcro delle loro fantasie e dei loro giochi. Il paesaggio costiero, il mare e l’albero rappresentano per loro un rifugio sicuro, un luogo di immaginazione e libertà. Il padre dei ragazzi è un giornalista inviato a coprire gli eventi legati ai Troubles (la violenza politica nell’Irlanda del Nord), e attraverso i notiziari e le lettere della madre, i ragazzi iniziano a percepire la tensione che attraversa il paese. L’incontro con Monica, una ragazza la cui casa è stata incendiata durante gli scontri settari, porta Liam e Seán a confrontarsi più direttamente con la violenza del mondo adulto. Monica parla loro di un conflitto che prima sembrava distante... Mentre la vita quotidiana scorre tra esplorazioni e nuove amicizie, la realtà della guerra civile irlandese diventa sempre più presente. Un romanzo che combina elementi poetici e malinconici con la cruda realtà storica, creando un ritratto vivido di un’epoca e di una generazione che si trova al confine tra sogno e disillusione. Ma anche uno splendido romanzo generazionale che cattura il passaggio dall’innocenza dell’infanzia alla consapevolezza della complessità e della brutalità del mondo adulto.
Un mondo di rovine : storia artistica di un’irresistibile suggestione / Susan Stewart
Sansepolcro : Aboca, 2025
Abstract: Le rovine emergono ai margini delle culture e delle civiltà come fenomeni sincretici e a seguito di un atto di traslazione dal passato al presente, da ciò che è scomparso a ciò che è sopravvissuto. Sono alter ego di ciò che è lasciato incompleto e rappresentano un monito ai costruttori di monumenti. Oggi, in quello che definiamo mondo civilizzato, l’uomo persegue spesso pratiche che minano i suoi valori. Sa perfettamente che deve prendersi cura delle risorse della terra ma continua ad adottare un sistema economico basato sulla “distruzione creativa”. Non solo si dedica a queste forme di sfacelo ma le ha anche rese protagoniste della sua tradizione artistica. La rappresentazione delle rovine sembra infatti suscitare un grande fascino nell’uomo fin da sempre: dalla storia della caduta di Troia alla “pornografia delle rovine” contemporanea, l’uomo è attratto dalla vista di ciò che è distrutto, danneggiato e decaduto. Coprendo una vasta gamma cronologica e geografica, dalle antiche iscrizioni egiziane ai memoriali del XX secolo, alla ricerca dell’impatto che le rovine hanno esercitato sulla storia dell’arte e della letteratura occidentali, Susan Stewart si è imbattuta sul rifiuto e la trasformazione della classicità da parte degli ambienti cristiani, sulla proliferazione di immagini di rovine nelle rappresentazioni allegoriche rinascimentali, su antichi siti di disastri e su giardini ornati con rovine artificiali. Le opere d’arte rivelano molto dell’atteggiamento che l’uomo assume nei confronti della materialità, perché rappresentano ciò che egli trova particolarmente attraente e richiedono discernimento e cura, e costituiscono la miglior riflessione che egli può produrre sui limiti e sulle possibilità del significato. Attraverso le immagini delle rovine, gli artisti e gli scrittori hanno infatti cercato di ripristinare principi morali e insegnamenti osservando la fragilità e l’inevitabile mortalità delle forme create con intenzione: Goethe, Piranesi, Blake e Wordsworth, ad esempio, hanno trovato nelle rovine un mezzo per reinventare la propria arte. In questa prospettiva, considerando l’era antropocentrica che stiamo vivendo, la natura non costituisce più lo scenario della creazione umana; piuttosto, il mondo degli uomini è diventato il teatro in cui si manifestano i fenomeni della natura. Forse, guardando al di là della dimensione del disastro che a tratti sembra inevitabile, potremmo scoprire in questa storia di rovine qualcosa di effimero – al tempo stesso bello e importante – che può guidarci verso la vita. Questa vita terrena di tempo e di processi naturali, il filo d’erba che si apre un varco nella pietra.
Sansepolcro : Aboca, 2025
Abstract: Riflessioni, suggestioni, pensieri volanti, racconti di viandanti solitari in luoghi visti o immaginati. Il sentiero è il filo sottile con cui la terra è imbastita. Cucitura che da sempre mette in collegamento luoghi più o meno lontani ma anche persone, modi di vivere, intenti. Il sentiero unisce e permette di condividere conoscenze, scoperte e beni. È arrivato prima delle strade e per migliaia, migliaia d’anni è stato calpestato da coloro che, via via, hanno costruito le civiltà: cacciatori nomadi, agricoltori, commercianti, uomini d’arti e di armi, fabbricanti, filosofi, cavalieri e pellegrini. Il sentiero non è mai uguale nemmeno a sé stesso. Cambia in continuazione in base alle stagioni, al trascorrere del tempo, al mutare del clima e perfino al passare delle ore. Il sentiero non può essere uniformato, ognuno ha la sua funzione. C’è quello dei cacciatori, dei viandanti, di chi fa lavori ormai inusuali; c’è quello storico e religioso, quello che attraversa luoghi dimenticati; quello che porta verso la quiete di un rifugio e anche quello che sembra non condurre da nessuna parte ma che, a osservare bene intorno, ha ancora molto da raccontare. Il sentiero è anche capace di portarci dalla sicurezza di un posto noto all’incertezza di uno ignoto provocando a ogni passo sentimenti e sensazioni: paura, sgomento, euforia, consapevolezza, coraggio, scoperta, capacità nel decidere. L’autore, frequentatore di sentieri per scelta e per necessità, per raggiungere, fuggire, esplorare, conoscere, non racconta di itinerari specifici – migliaia di guide già se ne occupano – ma di quello che i sentieri, a suo giudizio, possono rappresentare per chi li affronta con i piedi e la testa, con gli occhi e il cuore. Il mondo, quello che ci circonda, e il caos, quello che abbiamo dentro, hanno ancora molto da offrire se torniamo a esplorarli a passo lento.
Il cuore infranto della quercia / Patrizia Carrano
Sansepolcro : Aboca, 2025
Abstract: Chi è la donna che attraversa con passo rapido un grande bosco a nord di Roma? Cosa la spinge a raggiungere una quercia secolare sotto la cui ombra finalmente si sente in salvo dalle ferite dell’esistenza? Carlotta è una donna consapevole e intelligente, un’apprezzata traduttrice di testi naturalistici, è stata fortemente impegnata nella salvaguardia dei lupi, ha una figlia ancora giovane che insegna in una università americana. Eppure cerca salvezza sotto le fronde di un albero, simbolo vivente e meraviglioso dell’ambiente selvatico cui è indissolubilmente legata. Quando scopre che il ‘suo’ albero è stato abbattuto, il dolore è tale da costringerla in ospedale, dove le viene diagnosticata una ‘sindrome del cuore infranto’. Per raccogliere le fila della propria vita, questa donna con il cuore in pezzi deve sciogliere nodi antichi e assai intricati: un amore dissolto nel tempo e la recente, tragica fine di un familiare. Dal reparto di intensiva dov’è ricoverata, Carlotta riuscirà ad attraversare il suo passato e alla ricerca di un nuovo modo per vedere le cose del mondo. Patrizia Carrano si consegna un’opera che, quasi francescanamente, ci invita ristabilire il nostro rapporto con la natura e con la parte più selvatica presente in ognuno di noi. Poiché scrivere e leggere di ciò che si ama è la maniera migliore per avvicinarlo, conoscerlo e possederlo, senza attentare alla sua libertà.
Sansepolcro : Aboca, 2025
Abstract: Un’indagine rivoluzionaria sulle nuove prove scientifiche che mettono in relazione i benefici per il corpo e la mente quando i nostri sensi si connettono con il mondo naturale. Tutti diamo per scontato che stare nella natura ci faccia sentire meglio. Ma se foste uno scettico in cerca di prove scientifiche concrete a sostegno di questa idea, dove le cerchereste? Kathy Willis si è imbattuta in uno studio che ha radicalmente cambiato il suo modo di vedere il mondo naturale mentre contribuiva a un progetto internazionale volto a esaminare i benefici sociali delle piante. Lo studio rivelava che i pazienti ospedalieri in fase di recupero da un intervento chirurgico miglioravano tre volte più velocemente quando dalla finestra potevano osservare degli alberi piuttosto che dei palazzi. Negli ultimi dieci anni, c’è stata un’esplosione di evidenze che ha dimostrato come l’interazione sensoriale con il mondo naturale abbia effetti incredibili sul nostro corpo e sulla nostra mente. In questo saggio, Kathy Willis accompagna il lettore in un viaggio alla scoperta degli esperimenti condotti in tutto il mondo che, messi in connessione con i nuovi dati raccolti tramite satelliti e biobanche, hanno provato che avere un vaso di fiori sulla scrivania o una parete verde in ufficio ha un effetto misurabile sul benessere; che toccare il suolo organico migliora la salute del nostro microbioma; che il paesaggio naturale favorisce il recupero dallo stress, migliora l’attenzione e la memoria, e può persino ridurre la pressione sanguigna; che il canto degli uccelli e il fruscio delle foglie hanno effetti rilassanti e riducono l’ansia; che toccare il legno ci fa sentire più calmi (e più è nodoso, meglio è). Un libro con indicazioni pratiche – le scuole dovrebbero lasciar giocare i bambini nella natura per migliorare la loro salute e concentrazione; le strade urbane dovrebbero essere piene di alberi – che porta la più recente ricerca scientifica nelle nostre case e nei nostri luoghi di lavoro, dimostrando come la natura possa ridurre i costi dell’assistenza sanitaria e come, integrandola nelle nostre città, possa creare un ambiente migliore, più felice e più sano.
Sansepolcro : Aboca, 2025
Abstract: Dai personaggi di Calvino ai mondi sottomarini di Rachel Carson, dai libri di Don De Lillo e Amitav Ghosh alle opere di Anselm Kiefer, dai romanzi di Jeff VanderMeer e Margaret Atwood, alle poesie di Jorie Graham, fino ai film di Robert Zemeckis e Christopher Nolan: la cultura contemporanea e le questioni ecologiche analizzate dalla prospettiva dello spazio e del tempo profondo. La profondità è un motivo ricorrente nell’immaginario contemporaneo; la rappresentazione degli spazi sotterranei e sottomarini è diventata sempre più frequente nella letteratura, nel cinema, nelle arti figurative. In particolare, risaltano sempre più spesso elementi e oggetti materiali che emergono dalla profondità: rocce, fossili, ossa, scorie, petrolio. L’attrazione esercitata dal mondo sotterrano è sempre stata forte: la scoperta di tesori sepolti o sommersi, i viaggi al centro della Terra e le discese negli inferi sono archetipi che hanno sempre avuto grandissima fortuna nel mito e nella religione, nella letteratura e perfino nella scienza. Ma la profondità nella cultura contemporanea ha un carattere specifico, che consiste nel legame con l’Antropocene, l’epoca cioè in cui l’attività umana è diventata così intensa da incidere sui processi geologici, alterando clima e struttura del pianeta. In questo libro sorprendente e ricchissimo, con esempi tratti dalla letteratura, dalla scrittura scientifica, dal cinema, dalle arti figurative, Niccolò Scaffai definisce il “paradigma della profondità” illuminando tutta la cultura contemporanea, analizzandola attraverso i cardini del testo e delle sue strutture, cioè il tempo e lo spazio, e spiegandoci come la letteratura e le altre forme dell’immaginario riescono a collegare gli spazi profondi con gli ambienti di superficie in cui si svolge la nostra esistenza. Perché conoscere, cioè accedere alla profondità, è la condizione per portare alla luce e indicare l’esempio virtuoso di una forma di vita non antropocentrica.
Sansepolcro : Aboca, 2025
Abstract: Le tartarughe sono creature sorprendenti. Ne esistono oltre trecentocinquanta specie diverse che si sono diffuse in tutti i continenti, mostrando talenti straordinari. Le loro storie ci rivelano nuove prospettive sul tempo e la guarigione. A differenza della maggior parte dei rettili, le tartarughe non ci spaventano: non strisciano e si muovono abbastanza lentamente perché possiamo osservarle mentre portano con grazia la loro “casa” sulla schiena. Sono antiche quanto i primi dinosauri, più antiche dei primi coccodrilli e sono in circolazione da oltre 250 milioni di anni. Hanno personalità distinte e vivono emozioni forti, ma siccome non possono contare sulle espressioni facciali dei mammiferi, agli esseri umani la cosa spesso sfugge. Sy Montgomery, straordinaria naturalista di fama mondiale, ha trascorso un lungo periodo alla Turtle Rescue League, la “Lega per il soccorso delle tartarughe”, dove vengono curate tartarughe con ferite così gravi che persino i veterinari le avrebbero date per spacciate. Ha così potuto scoprire tutto sul loro mondo e spiegarci anche perché queste creature hanno bisogno di aiuto. Come altri animali selvatici, le loro popolazioni si riducono quando case, strade e negozi spostano il loro territorio. Soffrono per l’inquinamento, il cambiamento climatico e le specie invasive. Ed esiste un commercio illegale mostruoso e omicida che tratta la loro carne, le loro uova, i loro gusci e loro stesse come merce. Ci sono tantissime cose che le tartarughe ci possono insegnare, ma quella più evidente ha a che fare con il tempo. Vivono lentamente. Respirano lentamente (in acqua fredda, una tartaruga bastarda olivacea può trattenere il respiro fino a sette ore). I loro cuori battono lentamente (la frequenza cardiaca di una tartaruga dalle orecchie rosse può rallentare fino a un battito al minuto). Muoiono lentamente. Chi, dunque, meglio delle tartarughe – esseri antichi, longevi, senza fretta, venerati come icone di serenità e persistenza – può mostrarci la via verso la saggezza e come fare pace con il tempo? Speranzoso e ottimista, questo libro è un antidoto all’instabilità del nostro mondo frenetico: mescolando con eleganza scienza e filosofia, e attingendo alle culture di tutto il mondo, ci invita tutti a rallentare e a scivolare insieme... nel tempo delle tartarughe.
Sansepolcro : Aboca, 2025
Abstract: Scegli la vita che vuoi è un libro illuminante, per chiunque voglia trasformare la propria esistenza con consapevolezza e coraggio. «La felicità non è una destinazione. La felicità è una direzione.» Sembra che cercare la felicità a volte sia come cercare qualcosa che non esiste. Possiamo cogliere un barlume dell’effetto che può avere quando la inseguiamo, ma non durerà. Le persone ne parlano, e alcuni affermano di possederla, ma coloro che secondo la società dovrebbero essere in tutto e per tutto felici spesso finiscono sui giornali per problemi economici, scandali privati e disastri familiari. Se il segreto della felicità eterna esistesse, a questo punto l’avremmo trovato, ma nonostante tutto il nostro ingegno non padroneggiamo ancora l’arte di ottenere e conservare l’unica cosa che vogliamo davvero. Basandosi sulle più recenti scoperte scientifiche, sulla loro esperienza nel convertire le idee in azioni e condividendo le storie toccanti di persone comuni che, nonostante ostacoli e difficoltà, riescono a vivere con gioia, Arthur Brooks, studioso della felicità, e Oprah Winfrey, icona della crescita personale, ci mostrano che la scienza della felicità esiste, ma richiede tempo e fatica. Ci spiegano perché la felicità non è una destinazione ma una direzione, e ci propongono una serie di pratiche concrete per costruirla attraverso quattro pilastri: famiglia, amicizia, lavoro e fede. Senza dimenticare il mattoncino più importante di tutti: l’amore. Grazie agli strumenti di gestione emotiva, che Brooks e Winfrey descrivono con esempi molto efficaci, anziché limitarci a sperare che le circostanze esterne a noi migliorino, potremo prendere in mano il nostro presente e il nostro futuro. La felicità non è un dono riservato a pochi, è una capacità che tutti possiamo sviluppare. Per essere più felici, abbiamo già tutto quello che serve: dentro di noi, in ogni momento, in questo momento.
[S.l.] : Aboca, 2025
Human ecology. Saggi
Abstract: Le creature viventi non sono semplici prodotti di inesorabili processi evolutivi, sono orchestratori del loro ambiente e partecipanti alla propria evoluzione. Considerando la nostra specie come parte di una forma di vita molto più grande, come membro di un’orchestra planetaria, la nostra responsabilità verso la Terra diventa più chiara che mai. Una creatura chiamata Terra è un’esplorazione dei modi in cui la vita ha trasformato il pianeta e una celebrazione della prodigiosa ecologia che sostiene il nostro mondo. È un libro su come il pianeta è diventato la Terra così come la conosciamo, come sta rapidamente cambiando, e come noi contribuiremo a determinare che tipo di Terra erediteranno i nostri discendenti nei millenni a venire. L’idea della Terra come un immenso e interconnesso sistema vivente negli ultimi decenni sta di nuovo guadagnando consensi. Noi, e tutti gli esseri viventi, siamo molto più che semplici abitanti della Terra: noi siamo la Terra, un risultato della sua struttura fisica e un motore dei suoi cicli globali. La Terra e le sue creature si sono infatti coevolute per miliardi di anni trasformando un ammasso di roccia orbitante in un’oasi cosmica, un pianeta che respira, metabolizza e regola il suo clima. Risalendo dal profondo della crosta terrestre, nuotando tra le foreste sottomarine, arrampicandosi sulla torre di un osservatorio a metà strada tra le cime degli alberi e le nuvole, il giornalista scientifico Ferris Jabr ci svela una nuova e radicale visione della Terra in cui foreste lussureggianti rilasciano acqua, polline e batteri per evocare la pioggia; mammiferi giganti danno forma al paesaggio in cui vivono; microbi masticano la roccia per modellare i continenti; e plancton microscopico rinnova l’aria e il mare. Gli esseri umani sono l’esempio più estremo dell’azione trasformatrice della vita sulla Terra. Attraverso il consumo di combustibili fossili, l’agricoltura intensiva e l’inquinamento, abbiamo alterato diversi strati del pianeta in meno tempo di qualsiasi altra specie, arrivando a una crisi senza precedenti. Ma siamo anche in grado, in maniera unica, di comprendere e proteggere l’equilibrio del pianeta e i suoi processi di auto-stabilizzazione.
Sansepolcro : Aboca, 2025
Abstract: L’avanzata del cambiamento climatico è sorprendente e feroce: i livelli dei mari si stanno innalzando, le condizioni meteorologiche sono sempre più estreme, un caldo opprimente sta soffocando il mondo. È stato ormai dimostrato che tutte queste alterazioni hanno degli effetti profondi sul nostro corpo e sulla nostra mente e costituiscono una vera e propria crisi di salute pubblica di cui si fa ancora fatica ad ammettere l’esistenza. Il giornalista e neuroscienziato Clayton Page Aldern si è dedicato per sette anni a questo tema facendo dialogare tra loro le ultime scoperte relative alle neuroscienze, alla psicologia, all’economia per mostrarci che un ambiente in rapida trasformazione agisce direttamente sulla nostra salute mentale, sul nostro comportamento, sul processo decisionale. Temperature sempre più alte implicano un aumento di molti fenomeni, dall’aggressione aggravata alla violenza domestica, all’odio online. Livelli di anidride carbonica elevati, connessi con le ondate di calore, riducono la capacità di risoluzione dei problemi, le prestazioni cognitive e l’apprendimento. Non serve andare in guerra per soffrire di disturbo da stress post-traumatico: la violenza di un incendio o di un’alluvione, eventi che ormai si verificano con frequenza sempre maggiore, basta e avanza. Dalle fattorie della valle di San Joaquin in California fino alle comunità dell’Artico norvegese, dalle Hawaii alle Alpi francesi, Aldern ha viaggiato per incontrare scienziati e medici che hanno svelato le intricate connessioni tra noi e l’ambiente, raccontando le storie delle persone che stanno già sperimentando questi effetti sulla loro pelle. Il cambiamento climatico non è solo intorno a noi, ma dentro di noi. Possiamo però opporci a queste forze: gli esseri umani hanno causato la crisi climatica e gli effetti neurologici che ne risultano, e saranno gli esseri umani, con tutta una serie di buone pratiche ma soprattutto con la solidarietà, a farli regredire. Questo libro non è l’onda che ci spazza via. È la mano che si protende per salvarci.
Sansepolcro : Aboca, 2024
Abstract: Fritjof Capra propone una sintesi della sua “visione sistemica della vita” che si può riassumere sulla base di quattro “principi della vita” che ne costituiscono l’essenza vera e propria. Si tratta di principi di organizzazione comuni a tutti i sistemi viventi, dai più piccoli batteri all’ampia gamma dei funghi, delle piante, degli animali e degli esseri umani. In altre parole, questi quattro principi sono incarnati in tutte le forme di vita, compresi i sistemi sociali e gli ecosistemi. Quando guardiamo allo stato del mondo di oggi, alla nostra crisi globale su diversi livelli, ciò che è più evidente è che nessuno dei nostri principali problemi – energia, ambiente, cambiamento climatico, disuguaglianza economica, violenze e guerre – può essere compreso separatamente. Sono questioni sistemiche, sono cioè tutte interconnesse e interdipendenti. E per capirle e risolverle, dobbiamo cambiare la nostra prospettiva: non considerando più il mondo come una macchina composta da elementi singoli, ma come una rete di combinazioni inseparabili di relazioni. Nel corso degli ultimi decenni, Fritjof Capra ha sviluppato una teoria originale di questa nuova comprensione della vita, un orizzonte concettuale che integra quattro dimensioni: biologica, cognitiva, sociale, ed ecologica. La versione definitiva di questa visione è raccolta nel volume di culto “Vita e natura”, scritto insieme a Pier Luigi Luisi, e pubblicato per la prima volta da Aboca nel 2014. “I principi sistemici della vita” raccoglie, ora, i concetti fondamentali di “Vita e natura” proponendoli con un linguaggio non tecnico ma suggestivo, una summa del pensiero di Capra, che dal “Tao della fisica” in poi si è distinto come uno dei pensatori più creativi e innovativi del nostro tempo. Capra ci mostra che il pensiero sistemico avanzato sarà cruciale per risolvere i principali problemi del nostro tempo e ci esorta con urgenza a mettere la vita al centro delle nostre imprese, dell’economia, delle tecnologie, e delle istituzioni sociali, ricordandoci le parole dell’attivista e scrittore David Korten: “Prospereremo nella ricerca della vita, oppure periremo nella ricerca del denaro: la scelta sta a noi”.
Medical detective : 15 indagini mediche / Jonathan A. Edlow
Sansepolcro : Aboca, 2024
Abstract: Quindici detective story mozzafiato firmate da Jonathan A. Edlow, medico e professore di Harvard. Storie vere in cui i medici indossano i panni del detective e gli epidemiologi quelli dell’investigatore di razza. Per una suspense degna dei migliori thriller di narrativa. Cosa succede quando il killer è dentro di te... e non sbaglia un colpo? Se un paziente arriva al pronto soccorso con sintomi evidenti, basteranno dei semplici esami diagnostici mirati per scoprire le cause del suo dolore, ma può capitare di imbattersi in casi più complicati, in cui le radiografie, gli esami del sangue e la TAC non rilevano nulla di anomalo, al punto che persino un medico esperto stenterà a formulare una diagnosi. È in casi come questi, in cui il male è più elusivo di un criminale, che il medico si trasforma in detective. Jonathan Edlow, medico e professore di Harvard, ci regala quindici detective story mozzafiato in cui accadono cose apparentemente molto strane… Quando un infido bacillo trasforma un tranquillo convivio di provincia in una tragedia, ad esempio, vediamo come un microrganismo possa colpire non con un attacco diretto, ma attraverso una tossina da lui prodotta: una lezione straordinaria sul rapporto tra l’uomo e i suoi coinquilini del condominio Terra. Oppure quando una casalinga di provincia, ricoverata per un sospetto tumore, subisce una lunga trafila di esami e interventi chirurgici invasivi senza che si arrivi a una diagnosi, la differenza la può fare uno studente di medicina, particolarmente curioso e con molto tempo a disposizione, scoprendo che la causa non è il cancro ma paradossalmente proprio il rimedio che la paziente assume per stare meglio. Jonathan A. Edlow usa la sua capacità unica di mettere in relazione concetti medici complessi restituendoceli in una scrittura chiara e coinvolgente. I suoi casi intrattengono e al contempo insegnano molto sulla medicina, sulla sua storia e sulle sottili interazioni tra agenti patogeni, esseri umani e ambiente.
Sansepolcro : Aboca, 2024
Abstract: La memoria è molto più di una semplice registrazione del passato. Può plasmare ogni cosa, dalla percezione della realtà alle scelte che facciamo. È ciò che siamo e ciò che possiamo potenzialmente diventare, come individui e come società. La storia del perché ricordiamo è la storia dell’umanità. Che rapporto abbiamo con la memoria? Ci dimentichiamo le chiavi di casa infilate nella serratura o il nome di una persona che abbiamo appena conosciuto? Per apprezzare appieno gli strani e meravigliosi modi in cui il cervello cattura il passato, dobbiamo porci domande precise su come funziona la memoria e perché, partendo dai meccanismi che si sono evoluti per affrontare le sfide della sopravvivenza. I nostri antenati, infatti, avevano bisogno di dare priorità alle informazioni che potevano aiutarli: quali bacche erano velenose, quali persone erano più propense ad aiutarli o tradirli, dov’era l’acqua fresca da bere... Dimentichiamo, insomma, perché dobbiamo dare priorità a ciò che conta in modo da poter utilizzare quelle conoscenze al momento giusto. I nostri ricordi sono dinamici, malleabili e talvolta imprecisi perché il nostro cervello è stato progettato per navigare in un mondo in costante cambiamento: è stato progettato per dimenticare. Questa consapevolezza può aiutarci ad affrontare le attività quotidiane ma anche le sfide che ci fanno più paura, come la perdita della memoria con l’avanzare dell’età. Ma può anche farci reinterpretare eventi passati permettendoci di guarire i traumi, eliminare i pregiudizi, imparare più velocemente. "Perché ricordiamo" è una lettura profondamente illuminante e suggestiva che svela il ruolo nascosto che la memoria gioca nelle nostre vite, in cui il neuroscienziato e psicologo Charan Ranganath, pioniere assoluto nel suo campo, ha condensato più di trent’anni di studi riformulando radicalmente il modo in cui concepiamo l’atto del ricordare. Non è un libro su “come ricordare tutto” ma un viaggio alla scoperta dei nostri processi cerebrali che ci farà capire, con un linguaggio sempre accessibile, come la memoria possa influenzare le relazioni, le scelte, la nostra identità e l’ambiente sociale in cui viviamo, per ricordare ciò che vogliamo veramente conservare e usare il nostro passato per navigare nel futuro.
L'olivo bianco / Carmine Abate
Sansepolcro : Aboca, 2024
Abstract: In una calda notte d’agosto, quando gli incendi divampano nelle campagne di Spillace, tre amici si riuniscono per chiacchierare fino a tardi. È un rito che compiono ogni sera, forse per cercare di spegnere almeno il fuoco che sentono dentro, nell’estate così inquieta in cui, dopo la maturità, devono decidere cosa fare delle loro vite. Mentre Riccardo e Marco meditano di lasciare la Calabria per emigrare in Germania, Antonio non sa decidersi: l’unica certezza in quel momento è il suo amore per Elena... Ma c’è anche un altro pensiero che affolla la mente di Antonio e riguarda le vicende di Luca, un parente misterioso che solo nonna Sofia aveva conosciuto: a lei, Luca aveva lasciato la sua casa e una striscia di terra aspra e scoscesa, coltivata con fatica e trasformata in un piccolo paradiso fertile, con alberi da frutto e tutte le varietà di olivi della Calabria. I racconti di nonna Sofia sono appassionanti e sembrano nascondere un segreto: Luca aveva attirato le invidie dei suoi compaesani e, dopo una notte in cui furono uditi degli spari, nessuno seppe più nulla di lui. Tutto ciò che è rimasto è l’Olivo di Luca, quel terreno frequentato abitualmente dalla famiglia di Antonio che va lì ogni anno a trascorrere la Pasquetta. Ma chi era Luca? Era davvero partito per l’America o era morto? E perché aveva lasciato la sua proprietà a nonna Sofia? Come in un gioco di specchi tra natura e anima, ingaggiato dal padre per rimuovere il rovettaro che negli anni aveva invaso l’oliveto, Antonio cercherà di fare luce su questa storia misteriosa: liberando l’Olivo di Luca dai tralci spinosi, si addentrerà sempre più nel cuore della verità, riuscendo a mettere finalmente in ordine anche i suoi pensieri.
Sansepolcro : Aboca, 2024
Abstract: Prima dell’ingegno umano è arrivata la natura, anzi, l’evoluzione. Un libro di pop-science, ricco di aneddoti, bizzarri esperimenti e appassionanti e divertenti curiosità storiche. Studiare la natura è come studiare l’avanguardia della scienza umana e, contemporaneamente, leggere il grande libro del passato del nostro pianeta, in cui infinite generazioni di esseri viventi hanno risolto brillantemente problemi di chimica, fisica e biologia, lasciandone chiare tracce nei loro stessi fossili e nella genetica e nelle relazioni degli esseri che oggi ci circondano. Confrontare la tecnologia umana con quanto presente in natura ci permette di ridimensionare la nostra specie. Da questa prospettiva, la natura cambia aspetto: non è più un delicato insieme di ecosistemi e habitat da accudire apaticamente, ma una riserva inesauribile di brevetti, materiali, idee da salvaguardare per il nostro stesso interesse e benessere. Per il nostro futuro. Il mito della creazione per lungo tempo ha garantito all’uomo una posizione di superiorità rispetto agli altri animali fino a quando l’avvento del concetto di evoluzione ha cominciato a livellare questa gerarchia. Eppure, l’essere umano fa cose che sembrano precluse alle altre specie: produce auto e telefoni, si veste di abiti e si tinge i capelli, ha inventato internet, i vaccini, i sottomarini… Dalla tecnologia alla scienza applicata, l’unicità dell’uomo parrebbe evidente… Con questo libro scopriremo, invece, che molte delle grandiose idee dell’uomo sono apparse sulla Terra molto prima del nostro arrivo. In anticipo sull’ingegno umano, infatti, è arrivata la natura, che attraverso infiniti tentativi ha selezionato nelle piante e negli animali alcune abilità e caratteristiche davvero sorprendenti. Ci sono batteri che generano particelle magnetiche migliori di quelle prodotte in qualsiasi laboratorio: sono stati individuati nel fango di palude e, al microscopio, presentano delle curiose collane di perle, fatte di magnetite, che usano per orientarsi nello spazio e che noi potremmo impiegare come agenti di contrasto nella risonanza magnetica, per la somministrazione mirata di farmaci e per la cura del cancro. Altri batteri, invece, sono in grado di ‘formare’ l’oro: tramite riduzione chimica, riescono a immobilizzare gli ioni dei metalli, che spesso sono tossici, rendendo salubre l’ambiente circostante. E poi ci sono funghi che producono sostanze bio-luminescenti, piante che possiedono ‘sensori’ per il fumo, molluschi capaci di creare colle insuperabili... Con una scrittura brillante e una cultura enciclopedica, Giorgio Volpi ci guida alla scoperta di un mondo naturale sconosciuto, antico e pioneristico al tempo stesso, mostrandoci che in un futuro non lontano potremmo imparare a sfruttare alcune delle scoperte chimiche che la natura ha affinato nei secoli per convertire l’energia solare o per produrre alimenti, farmaci, o nuove materie prime. Abbiamo la responsabilità e il dovere di studiare la natura, non solo per godere della sua bellezza, ma per realizzare un futuro migliore.
[S.l.] : Aboca, 2024
Abstract: Benvenuti nel mondo bizzarro delle piante carnivore! Sono strane, affascinanti… Sono delle vere e proprie macchine mortali! Perfette per dare un tocco di originalità alla vostra collezione di piante d’appartamento. Non lasciatevi intimidire, sono anche facili da coltivare. "Piante killer" vi darà tutte le risposte che cercate su questi scherzi della natura! Dove posso comprare una pianta carnivora? Posso coltivarla a partire da un seme? La mia Venere acchiappamosche sopravvive solo con acqua e luce o devo darle degli insetti da mangiare? Ho un problema con i moscerini: quale pianta predatrice potrebbe aiutarmi? Quali piante carnivore devo evitare se in casa ci sono bambini e animali domestici?
Sansepolcro : Aboca, 2024
Abstract: Un viaggio di rinnovamento del pensiero scientifico, applicato all’alimentazione quotidiana. Conoscere il nostro corpo significa saper scegliere come nutrirlo per proteggerlo e prevenire l’invecchiamento, l’obesità e l’insorgenza di patologie. La conoscenza genera salute. La nuova scienza della alimentazione è un approccio ecologico e consapevole al cibo e al suo rapporto con il nostro corpo. Ci siamo ormai resi conto che, nell’ultimo secolo, il valore nutrizionale di ciò che abbiamo messo sulla nostra tavola, purtroppo, è diminuito: gli alimenti, manipolati e processati dalla tecnologia industriale, ottenuti da un’agricoltura estensiva e da allevamenti animali intensivi hanno perso i requisiti di sicurezza e qualità che garantiscono una dieta sana ed equilibrata e sono sempre più saturi di molecole dannose per la nostra salute. È invece fondamentale comprendere il funzionamento del nostro organismo e quel che accade al suo interno quando mangiamo: solo così potremo superare la visione “termica” basata sul calcolo giornaliero delle calorie, ormai obsoleta, e passare a una visione “sistemica” basata sullo studio delle molecole, che privilegia la corretta combinazione dei nutrienti contenuti negli alimenti, per riallineare l’asse che collega l’intestino al cervello ristabilendo così un dialogo biologico tra i singoli organi corporei. Pier Luigi Rossi, medico con più di trent’anni di esperienza, ideatore del metodo molecolare di alimentazione consapevole, ci guida in un nuovo e definitivo viaggio di conoscenza con i piedi ben piantati nella terra della scienza. Ci fornisce tutti gli strumenti per organizzare i pasti quotidiani, attraverso semplicissimi schemi e tabelle, guidandoci passo passo in un viaggio controcorrente. Il suo metodo alimentare si configura, infatti, non solo come un percorso individuale, ma piuttosto come un progetto culturale e comunitario, e promuove un approccio One Health, in cui la salute delle persone, degli animali e dell’ambiente viene finalmente riconosciuta come un’unica entità interconnessa.
Sansepolcro : Aboca, 2024
Abstract: Come vedrete, molti dei cani di cui si parla in queste pagine hanno dimostrato di meritarsi il mantello da supereroe! Specialmente nella relazione con noi, i cani si rivelano creature molto intelligenti. Sanno i nomi che diamo alle cose, dove teniamo il loro cibo, sanno che non possono stare sul divano e come convincerci a permettere loro di starci. Ma questo ci dà davvero la misura della loro intelligenza? I cani si dimostrano esseri senzienti e pensanti, capaci di valutare situazioni diverse e di provare una gamma di emozioni ampia e simile alla nostra. La loro mente è complessa e il loro cuore è profondo. Questo libro è un viaggio alla scoperta dell’intelligenza del cane raccontata attraverso le storie straordinarie di esemplari di immenso talento: i cani guida, i cani anti-bomba, i cani pastore, i cani da caccia, i cani per la protezione dei bambini, i cani che seguono le tracce organiche, i cani molecolari, i cani che individuano le malattie, che fanno acrobazie, che percepiscono gli stati d’animo e che tengono compagnia a chi soffre. Jennifer S. Holland ha visitato fattorie, riserve di caccia, basi militari, ha lasciato che un cane vedesse al suo posto, che un altro la rintracciasse in mezzo alla folla, che un altro ancora la identificasse come “sospetta” e quasi la mettesse al tappeto. Si è meravigliata di fronte a cani che danzano, “parlano”, volano. Ha partecipato a sessioni di addestramento, si è informata su come un chip che riproduce il naso dei cani, inserito nei nostri telefoni, un giorno sarà in grado di valutare il nostro stato di salute. Ha accarezzato il muso di cani con un’intelligenza olfattiva tale da scovare una salamandra a rischio di estinzione o una tossina ambientale, da riconoscere il diabete, il Covid-19 o il cancro dall’odore; ne ha guardati negli occhi altri la cui intelligenza emotiva li rendeva un’àncora di salvezza per persone con traumi. Ha infine ripercorso le strade che gli scienziati hanno seguito per conoscere meglio queste capacità animali rendendosi conto che dobbiamo modificare il nostro modo di pensare se vogliamo diventare abbastanza intelligenti da capire che cosa significa essere un cane.
Sansepolcro : Aboca, 2024
Abstract: Il cuore è un barista che shakera e versa sangue come un pazzo. Il cervello è il suo cliente più impaziente, uno che se ne va dopo pochi minuti se non viene servito con la gittata sistolica da cento millilitri di un Martini o di un Bloody Mary, in un calice o in un tumbler medio. Settanta volte al minuto, ventiquattro ore al giorno, trecentosessantacinque giorni all’anno, una vita. Miliardi di bicchieri. Il cuore è un bartender di Manhattan che non dorme mai. Quello del cuore è un suono semplice e necessario. Lo sa Gabriele Bronzetti, che ha visto suo padre morire di scompenso cardiaco, e forse anche per questo ha deciso di diventare un cardiologo. E lo sanno i genitori di Francesco, quando lo sentono per la prima volta, e insieme a una gioia infinita provano anche il terrore più profondo nell’apprendere che la parte sinistra del cuore di loro figlio, quella che per tutta la vita dovrà reggere la maggior parte del mestiere di battere, è di fatto inesistente. Il cuore è l’organo muscolare, vascolare e nervoso più complesso che abbiamo. Racchiude forze primordiali così sofisticate che qualcosa si può inceppare per una sola lettera sbagliata nell’intera biblioteca di DNA chiusa dentro il nucleo cellulare. Un cardiologo, d’altra parte, è come un orologiaio. Per quanto conosca quelle quattro stanze battenti, non potrà mai entrare nel tempo. Smonta e rimonta i meccanismi come un bambino, fino a quando prova a chiedere aiuto... È così che Gabriele Bronzetti si è rivolto alla letteratura, alla musica, all’arte, al cinema – potentissimi strumenti di narrazione capaci di trasfigurare la realtà, di illuminarla con un senso più completo, di renderla meno difficile da sopportare – per instaurare innanzitutto un dialogo empatico e simbolico con i suoi pazienti, per guidarli attraverso un percorso allegorico che più facilmente potesse aiutarli a sublimare il dolore, e poi per raccontare a noi la sua professione e i casi clinici che più lo hanno toccato da vicino nel corso della sua lunga carriera. Di fronte a un ecocardiogramma, in un ambulatorio, o in sala operatoria, tra cortocircuiti e parallelismi in cui la vita si specchia continuamente nell’arte, Gabriele Bronzetti mette in scena uno spettacolo che parla a tutti, perché tutti prima o poi dovremo fare i conti con il nostro cuore. Scopriremo, così, come funziona e si ammala questo muscolo favoloso e soprattutto perché, nonostante i disinganni della scienza, il cuore sia ancora da considerare la sede abusiva dell’anima.
Ha sempre fatto caldo! : e altre comode bugie sul cambiamento climatico / Giulio Betti
Sansepolcro : Aboca, 2024
Abstract: In oltre vent’anni di esperienza nel campo della meteorologia e della climatologia, Giulio Betti ha visto crescere, insieme alla temperatura globale, anche la platea di persone interessate, in forme diverse, al cambiamento climatico. Domande, riflessioni e dubbi assolutamente leciti convivono con teorie bislacche, provocazioni, fake news e mezze verità che molto spesso nascono e si amplificano sui social media ma poi, purtroppo, finiscono sui principali mezzi d’informazione senza essere contestualizzate a dovere. Nonostante la climatologia sia una materia scientifica multidisciplinare tutt’altro che semplice, ultimamente è diventata il “naso di Cyrano” sul quale chiunque si sente autorizzato a dire la sua. Ma perché così tanta attenzione? La risposta è semplice: le oscillazioni del clima influenzano le nostre abitudini e la nostra vita, lo fanno da sempre, mettendo l’umanità nelle condizioni di prosperare o regredire. Il caldo in estate o il freddo in inverno, la neve in montagna o la pioggia in autunno: fanno parte di noi, ci fanno sentire al sicuro. L’attuale trasformazione impatta proprio sulla quotidianità, minacciando lo stile di vita e quindi il nostro benessere. Tocca sia la sfera intima e personale che i grandi interessi economici e politici. Ha sempre fatto caldo! mette ordine, in maniera scientificamente ortodossa ma con un linguaggio semplice (e molto spesso divertente), al caos e alle banalizzazioni che hanno svilito il dibattito pubblico sul cambiamento climatico. Una guida che aiuterà i non esperti a orientarsi tra le leggende più diffuse – Annibale che valica le Alpi con gli elefanti, Erik il Rosso che approda in Groenlandia, il ruolo dell’attività solare e della CO² nell’aumento delle temperature, il ritiro dei ghiacciai, l’innalzamento dei mari –, veri e propri “classici” della disinformazione, ma saprà anche fornirci le chiavi della speranza attraverso esempi concreti di lotta al cambiamento climatico che funzionano e portano benefici tangibili a livello sociale ed economico.