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Trovati 161 documenti.
Né vivi né morti : guerra e prigionia dell'Armir in Russia : 1942-1945 / Fidia Gambetti
Milano : Mursia, 2025
Abstract: «Leggevo il libro di Fidia Gambetti sulla campagna di Russia [...]. Vi sono tante scene di una grande potenza plastica: ho sempre in mente quei poveri piedi dei prigionieri italiani accarezzati come bambini dai loro proprietari per difenderli dal congelamento, la difesa del proprio corpo sacrosanto.» Cesare Zavattini, Diario La guerra è terminata da poco più di tre anni quando viene pubblicata la prima edizione di questo libro di Fidia Gambetti sulla tragedia dell’Armir. Lucida testimonianza di un giornalista, di un poeta, di uno scrittore già noto negli anni Trenta, sulla sua personale esperienza sul fronte russo e sulla prigionia nei lager sovietici della Siberia e della Mordovia. Nelle sue pagine la violenza e il calore della denuncia e della polemica non offuscano mai l’obiettività del giudizio e il vigore della narrazione. Ottant’anni dopo il disastro, la dura condanna della guerra e dei suoi orrori, la denuncia contro il fascismo e l’insipienza criminosa dei suoi capi conserva tutta la sua tremenda e attuale validità.
Roma : Carocci, 2023
Abstract: Quasi due anni di presenza sul posto, circa 250.000 uomini in campo, una delle peggiori sconfitte dell'esercito italiano, un'infinità di memorie di guerra pubblicate. Eppure, la campagna di Russia è ritenuta un teatro bellico eccentrico, è stata più volte definita “la guerra dei tedeschi” e resta tuttora un tema poco praticato dagli storici, in specie per quanto riguarda l'occupazione militare. Sulla base di fonti documentali ancora poco considerate, il volume fa luce su diversi aspetti della presenza italiana fra Russia e Ucraina nella Seconda guerra mondiale. Spesso diverso da quello raccontato nelle testimonianze postbelliche, il conflitto contro l'URSS – tanto nella forma mentis quanto nella condotta sul campo – ebbe significativi punti di contatto con le guerre coloniali dei decenni precedenti e con quella coeva nei Balcani. Inoltre, un comando inflessibile in mano ai tedeschi sgravava gli italiani di una parte significativa dei compiti – inclusi quelli più “sporchi” – e forniva allo stesso tempo un esempio di condotta e un comodo termine di paragone (anche per l'avvenire). Lungi dall'essere una guerra combattuta per qualcun altro, in cui “fare numero” e basta, quella contro l'URSS fu portata avanti perseguendo precisi interessi generali e particolari, la cui memoria venne rimossa con la sconfitta sul Don assieme alle aspettative che quell'invasione era stata capace di evocare.
[S.l.] : Archivio storia, 2022
Abstract: Questo volume raccoglie, integrandole con note esplicative, commenti e schede di approfondimento, le memorie militari di Domenico Rossotto, ufficiale effettivo durante la guerra '13-18. Con il grado di tenente colonello ha comandato il gruppo "Conegliano" del 3° Artiglieria Alpina "Julia" durante la campagna di Albania, Grecia e sul fronte russo, guidando i superstiti del Gruppo facente parte della colonna Rossotto nella ritirata del Don. Con lo pseudonimo di Colonello Verdotti è uno dei protagonisti del libro "Centomila gavette di ghiaccio" di Giulio Bedeschi.
[S.l.] : Archivio storia, 2022
Abstract: Un libro sulla Campagna e la Ritirata di Russia potrebbe oggi risultare un'impresa pressoché impossibile, se non inutile. Per prima cosa, perché ormai è stato scritto tutto quanto si poteva dire, senza contare che la maggior parte dei testimoni oculari di quelle crude vicende, fosse solo per ragioni anagrafiche, purtroppo non c'è più. E per seconda cosa perché certi aspetti ideologici e certi interessi di fazioni politiche sono ancora tenacemente superstiti. Nella prefazione del libro, il generale degli alpini Giuliano Ferrari riconosce però a Mario Bussoni di aver saputo muoversi sulla stretto crinale dell'imparzialità di giudizio. E aggiunge inoltre che l'autore si è fatto schermo delle fonti di un'imponente bibliografia, dalla quale ha estratto, con ammirevole coerenza d'opinione, tutti gli eventi sino ad oggi documentati e la narrazione delle emozioni dei protagonisti. Ecco allora in "L'odissea dell'Armir" un lucido riepilogo di ogni aspetto di cosa è successo realmente laggiù, concatenato in un filo logico coerente e scorrevole. Un'opera amica, dunque, per porre definitivamente la parola fine a uno degli eventi più tragici della storia italiana.
Steppa bianca : memorie di Albino cavallo da guerra / Michele Taddei
Siena : Cantagalli, 2021
Abstract: «Questa è stata la mia vicenda. La storia di chi riuscì a tornare da quella guerra nella steppa bianca. Dopo di allora nessuno di noi, cavalli e uomini, avrebbe più combattuto insieme né caricato» L'epopea del Reggimento Savoia Cavalleria (3°) nella steppa russa durante la Seconda guerra mondiale. La voce narrante è quella di Albino, cavallo maremmano, che, insieme ai suoi compagni, prese parte alla carica di Isbuscenskij, il 24 agosto 1942, tradizionalmente conosciuta come l'ultima carica di cavalleria. Ferito in battaglia, sopravvissuto nella ritirata, di lui si persero le tracce fino a quando, a guerra ormai conclusa, venne fortunosamente ritrovato e riconsegnato al suo Reggimento. Dove e con chi era stato? Un mistero che appassionò gli italiani nel dopoguerra, e che richiama alla mente la trama di "War Horses", da cui Steven Spielberg ha tratto l'omonimo film. Con l'unica differenza che quello che qui viene narrato è tutto autentico. Per la prima volta, il libro racconta il punto di vista di Albino e prova a risolvere il giallo della sua scomparsa ma soprattutto rende omaggio ai soldati caduti, all'antica tradizione cavalleresca e alle migliaia di cavalli sacrificati in nome della guerra.
Milano : Res gestae, 2021
Abstract: "Non bisogna perdonare" è il monito che i due storici russi Mikhailov e Romanovski rivolgono al lettore dopo avergli rivelato i terribili crimini perpetrati in territorio russo dai tedeschi ai danni dei soldati italiani prima e dopo l'8 settembre 1943. Ma è soltanto dopo l'armistizio che i crimini si fanno eccidio e il massacro diventa sistematico. Internati nei campi di concentramento in Bielorussia, migliaia di soldati italiani, costretti a lavori pesanti e disumani, denutriti ed esposti a un clima rigidissimo, trovano la morte. All'avvicinarsi delle truppe sovietiche, poi, si assiste a una spietata eliminazione di massa. Basata su documenti tedeschi e sovietici, numerose interviste a civili e testimoni, nonché a ex partigiani russi, la ricostruzione storica di Mikhailov e Romanovski è una preziosa inchiesta che fa luce su tutti gli italiani che risultano scomparsi da maggio a novembre del 1944 o, almeno, su una parte di essi.
Mai tardi : diario di un alpino in Russia / Nuto Revelli ; introduzione di Paolo Di Paolo
Torino : Einaudi, 2020
Abstract: Di questo libro Alessandro Galante Garrone ha scritto: "Non è solo e non è tanto uno spietato e rovente atto di accusa contro le cricche degli alti papaveri politici e militari, la criminale imprevidenza e impreparazione, le vergogne dei profittatori nelle retrovie, la prepotenza disumana e sprezzante dell'alleato tedesco. E' prima di tutto la tragedia dei "poveri cristi" gettati allo sbaraglio, beffati, traditi e che pure, nello sfacelo immane di un esercito e poi di uno Stato riscoprono in sé le ragioni profonde della dignità del vivere."
La strada del davai / Nuto Revelli ; introduzione di Marco Balzano
4. ed.
Torino : Einaudi, 2020
Abstract: Ufficiale degli alpini in Russia, protagonista della Resistenza nel cuneese, Revelli si è battuto per dar voce ai dimenticati di sempre: i soldati, i reduci, i contadini delle campagne più povere. Questa è la testimonianza delle storie vere e tragiche di cui furono protagonisti gli alpini della Cuneese sul fronte russo: lo sfacelo di un esercito, la tragedia di uomini gettati allo sbaraglio, beffati e traditi, che pure riscoprirono in sé le profonde ragioni della dignità del vivere. La strada del davai (avanti, cammina! in russo) non mi ha fatto dormire - ricorda Mario Rigoni Stern - non perché i fatti raccontati mi siano nuovi, ma per la verità atroce che continua nella vita dei sopravvissuti, e per la luce in cui sono messe queste testimonianze.
Lucca : Tralerighe libri, 2020
Abstract: Lettere, fotografie e memorie di decine di dispersi, prigionieri o sopravvissuti alla ritirata di Russia. Soldati italiani di tutte le armi, raccontano attraverso gli ultimi ricordi, i giorni tragici del dicembre 1942 e gennaio 1943. L'Armir, spazzato via dalle armate sovietiche, si ritira in gran parte disordinatamente attraverso la steppa congelata. A meno quaranta gradi uomini e muli camminano tra una isba e un villaggio, attraverso mitragliamenti aerei, attacchi di carri armati e la morte per sfinimento. Migliaia rimarranno lungo quei sentieri e altre migliaia nei campi di concentramento russi, dove la fame e le malattie uccideranno i più deboli. Tra eroismi, atti di umanità, ma anche gesti di crudeltà inauditi, una generazione scomparirà senza lasciare traccia. In questo libro venticinque testimonianze di coloro che sono partiti per l'inferno del Don.
Udine : Gaspari, 2019
Abstract: Il volume che fa conoscere l'eroismo italiano sul Don. Se la storia degli alpini nella campagna di Russia è ben documentata dai racconti di Mario Rigoni Stern, Giulio Bedeschi, Nuto Revelli, Carlo Vicentini e Nelson Cenci, quella del 3° reggimento bersaglieri della divisione Celere non era stata mai scritta con tale dovizia di particolari, analizzando in dettaglio gli eventi che sancirono il suo sacrificio e la sorte dei protagonisti. Si trattò di un reparto d'élite: circa 3.000 bersaglieri comandati da un veterano della Grande Guerra, eroe sul Montello, il novarese Aminto Caretto, e confortati dal cappellano militare Giovanni Mazzoni, aretino, l'unico cappellano che fu decorato con due medaglie d'oro. Soldati che meritano 6 medaglie d'oro, 135 medaglie d'argento, 251 medaglie di bronzo e 289 croci di guerra: un'epopea. La narrazione è coniugata con una documentazione fotografica inedita. Presentazione di Rocco Viglietta. Prefazione di Riccardo Bulgarelli.
Voci e ombre dal Don : lettere, documenti, memoriali e immagini dell'Armir in Russia / Pino Scaccia
Tra le righe libri, 2017
Abstract: La tragedia dell'Armata Italiana in Russia (ARMIR) è ancora oggi molto sentita in chi ha ereditato da genitori o nonni, il dubbio. Il non aver mai conosciuto la fine di migliaia di alpini, fanti e artiglieri provenienti da tutto il paese, ha generato nel tempo un forte desiderio di scoprire, di ritrovare, di rintracciare, i segni o i resti di quei ragazzi. Questo libro riunisce tante storie attraverso documenti, lettere, memoriali e aiuta a riprendere le ricerche. Dal mistero di Giuseppe Accettura a Enea il pacifista; passando attraverso Ceriani l'elettricista o Pons "il bombarolo"; e ancora le lettere del nonno Gastone o di Giuseppe Piervitali. Ma sono tantissime le storie raccontate in questo ultimo lavoro di Pino Scaccia, che è diventato negli anni un punto di riferimento per chi sta cercando i dispersi di Russia. Questo libro esce in prossimità dell'inizio dello scavo delle fosse di Kirov. La grande speranza per i familiari dei dispersi dell'Armir che sono ancora più o meno quarantamila. Una cifra enorme. Tante saranno le storie ancora da scoprire, racchiuse nella gigantesca fossa comune venuta alla luce a ridosso della ferrovia Transiberiana.
Una Bugatti da guerra / Chiara Orlandini
Tricase : Youcanprint, 2017
Abstract: Convivere con una passione, un sogno, un eroe che occupa i tuoi pensieri, può salvarti nelle più tragiche condizioni imposte dalla guerra. È la storia del bersagliere Eto Orlandini, che a vent'anni si trova schierato sul fronte russo della seconda guerra mondiale. Quando parte con l'uniforme indosso convinto di salvare la patria con una "guerra lampo", il ragazzotto di Piombino ha il cuore diviso in due: metà è per la morosa e l'altra per il corridore automobilistico Tazio Nuvolari, per il quale ha una viscerale ammirazione, insieme alle auto con le quali il campione tagliava i traguardi. Delle vicissitudini patite in guerra, Eto Orlandini non parlerà con nessuno. Solo alla adorata nipote Chiara concederà una lunghissima intervista registrata, rendendola unica testimone e depositaria di un'avventura vissuta mediante un dialogo mentale, quasi onirico, con il suo eroe di pace che lo salvò in guerra.
Ed. speciale a cura del Gruppo alpini di Borgosatollo
[Borgosatollo] : Gruppo alpini di Borgosatollo, 2014
Apocalisse nella steppa : storia militare degli italiani in Russia, 1941-1943 / Antonio Leggiero
Bologna : Odoya, 2013
Abstract: Un libro che ripercorre e racconta, con la forza documentaristica delle testimonianze dirette oltre che d'archivio, la tragica epopea dei soldati italiani in terra di Russia: storia, vicissitudini, angosce di uomini e di eroi, con le loro vicende personali, i loro tormenti, le loro tribolazioni, il loro dolore. Il CSIR (Corpo di spedizione italiano in Russia) e l'ARMIR (8a armata italiana in Russia) furono le grandi unità del Regio Esercito impegnate sul fronte orientale al fianco della Germania tra il luglio del 1941 e il febbraio del 1943. Giovani, ragazzi e padri di famiglia lasciarono i loro affetti e la loro terra per partire alla volta di un'avventura tramutatasi in tragedia: le dimensioni dei combattimenti, l'entità delle perdite e la profondità delle distruzioni ne fanno il più vasto, drammatico e sanguinoso teatro di guerra della storia. I più non fecero ritorno a casa, rimanendo per sempre in quella maledetta steppa bianca, ai lati delle piste, sfiniti da fame, freddo e stenti, abbattuti dalle pallottole, schiacciati dai cingolati dell'Armata Rossa. Gran parte di questi martiri, scampati al massacro in combattimento, patirono le pene dell'inferno nelle estenuanti marce di trasferimento verso i campi di concentramento e di sterminio della Russia asiatica e della Siberia. Pochissimi furono i rimpatriati. Dopo aver percorso le principali tappe di quest'allucinante epopea (L'Avanzata, La Ritirata, La Prigionia), Antonio Leggiero chiude la narrazione con una serie di bilanci.
Milano : Rizzoli, 2012
Abstract: Ho bisogno solo di qualche migliaio di morti da gettare sul tavolo delle trattative: così nell'estate del 1940 Mussolini giustifica all'allora capo di stato maggiore, Pietro Badoglio, l'ingresso dell'Italia nella Seconda guerra mondiale. E quando un anno dopo Hitler invade la Russia il Duce, abbagliato dalla possibilità di una vittoria veloce a fianco dei nazisti e della spartizione del bottino, invia in poche settimane un corpo di spedizione a sostegno delle truppe tedesche. Il prezzo di questa decisione, frutto di un calcolo cinico quanto catastroficamente sbagliato, è altissimo: dei 220.000 soldati italiani che nella primavera 1942 sono dislocati sul Don solo 100.000 tornano a casa. Impreparati sul piano militare, mal equipaggiati, guidati da comandi incompetenti e costretti a subire continue umiliazioni anche dai propri alleati, soccombono alla forza d'urto dell'esercito sovietico e al martirio della ritirata, alla fame, al gelo, alle condizioni disumane dei campi di lavoro e di rieducazione. Alla fine della guerra, le esigenze dei veterani si perderanno nel turbinio della retorica patriottica e la verità sul trattamento ricevuto da parte dei russi e le grandi sofferenze patite verrà sacrificata alle esigenze della propaganda politica: Dite che siete stati bene ordinerà qualcuno. A settant'anni dalla campagna di Russia, Hope Hamilton ripercorre la storia del corpo degli alpini attraverso le testimonianze di chi partecipò alla spedizione.
Armir : la tragica avventura dell'Armata italiana in Russia / Emilio Vio Sopranis
Milano : Mursia, 2012
Abstract: Tra la metà del dicembre 1942 e la fine di gennaio 1943, si concluse la disfatta totale dell'8ª Armata italiana attestata sulla grande ansa del fiume Don e investita dall'offensiva sovietica lanciata per isolare le forze tedesche del maresciallo Paulus già circondate dai russi a Stalingrado. Dei 235.000 uomini che formavano gli effettivi dell'ARMIR (Armata Italiana in Russia) soltanto il 50% rientrò definitivamente in Italia dopo il mese di marzo 1943, oltre a 30.000 feriti e congelati precedentemente rimpatriati. I caduti e i dispersi ammontavano a circa 85.000 uomini dei quali, tra il 1945 e il 1954, vennero rimpatriati dalla prigionia poco più di 10.000 unità tra ufficiali, sottufficiali e soldati. L'autore, ufficiale subalterno del 3° Reggimento Bersaglieri della 3ª Divisione Celere Principe Amedeo duca d'Aosta, reduce dalla prigionia nel campo n. 160 di Suzdal, ricostruisce in una sintesi completa la campagna di Russia prima, durante e dopo: le operazioni militari sul fronte orientale dall'aprile 1942 al disastro finale, le vicissitudini dei dispersi e dei prigionieri nei campi di concentramento sovietici dal 22 dicembre 1942 al 7 luglio 1946, il rimpatrio e la difficile questione dei prigionieri in Unione Sovietica nel dopoguerra.
Roma : Rai Eri, c2011
Abstract: Pino Scaccia, a circa vent'anni di distanza dal suo precedente libro Armir, sulle tracce di un esercito perduto, ritorna nei luoghi della tragica Campagna di Russia della seconda guerra mondiale, dove persero la vita migliaia di soldati italiani, mandati allo sbaraglio, equipaggiati in tutta fretta, in modo assolutamente inadeguato per far fronte alla durezza dell'inverno nelle steppe russe. Oggi con questo nuovo reportage Scaccia torna alla ricerca di ulteriori notizie sugli italiani dispersi. L'autore parte per la smisurata valle del Don, si districa nei meandri della burocrazia russa, visita cimiteri, fosse comuni, ma innanzitutto intervista persone. Ci sono 80.000 famiglie toccate da questa tragedia e ancora oggi i discendenti di questi soldati non si arrendono e vogliono almeno ricostruire gli ultimi giorni di vita dei loro cari. Ci sono testimoni, ancora vivi, soprattutto vecchie contadine, che avevano nascosto e accolto tanti italiani così belli, ma così tanto affamati. Nel libro tanti racconti, anche i ricordi trasmessi da genitore a figlio, che contribuiscono alla scoperta e al recupero di indizi preziosi.
Milano : Mursia, 2011
Abstract: Pubblicato per la prima volta nel 1970 e da allora continuamente ristampato, questo libro è considerato uno dei più noti evergreen sui soldati italiani in Russia durante la Seconda guerra mondiale. Sul finire degli anni Sessanta, l'autore, giornalista che nel dopoguerra aveva prestato servizio come giovane ufficiale in Savoia Cavalleria, riuscì a rintracciare la maggior parte dei sopravvissuti della carica di Isbuscenskij, registrando le loro memorie e raccogliendo i loro diari. Da questo materiale, ancora denso di emozioni, ha ricavato un libro che sembra scritto da un testimone oculare: dalla partenza del reggimento da Lonigo alla lunga Marcia in terra russa nella scia delle panzerdivisionen tedesche fino al fronte del Don e alla terribile carica dei 600 cavalieri italiani contro 2000 sovietici, quando già la rotta della divisione Sforzesca e la resistenza dell'Armata Rossa a Stalingrado gettavano un'ombra sinistra sulle sorti della guerra.
5. ed.
Castelnuovo Scrivia : Fadia, 2011
[S.l.] : Toroselle, stampa 2011